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Michele Dancelli


Photo: courtesy Guy Dedieu
Name: Michele
Family name: Dancelli
Nationality: Italy
Gender:
Age: 71 years
Date of birth: 08-05-1942
Place of birth: Castenédolo (Brescia), Italy
Professional: 1963-1974
    Websites:

Teams

  • 1963  Molteni (Italy) 
  • 1964  Molteni (Italy) 
  • 1965  Molteni (Italy) 
  • 1966  Molteni (Italy) 
  • 1967  Vittadello (Italy) 
  • 1968  Pepsi Cola (Italy) 
  • 1969  Molteni (Italy) 
  • 1970  Molteni (Italy) 
  • 1971  Scic (Italy) 
  • 1972  Scic (Italy) 
  • 1973  Scic (Italy) 
  • 1974  Dreherforte (Italy) 
  • 1976  G.B.C. - TV Color (Italy)  until 30-04

Articles (1)

Details:
08-05-2012 Michele Dancelli feiert seinen 70. Geburtstag
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Memo(s)

Details
Michele Dancelli, ook wel "Michelino" genoemd was een zeer snelle man. Als benjamin van het Italiaanse publiek was hij de eerste in 1970 die Milano-SanRemo wist te winnen na 18 jaar van buitenlandse overwinningen.


20 maart 1970, Milano-Sanremo. Michele Dancelli is bij de start zeker niet bij de favorieten. Maar op 70 km van de aankomst beslist Dancelli om te ontsnappen uit de groep. Het peloton laat hem begaan en ook Eddy Merckx begaat dezelfde fout. De voorsprong van de jonge Italiaan loopt alsmaar verder op. De groep verhoogt de snelheid. Maar Dancelli geeft niet af.

Dancelli was zeer snel tijdens de afdalingen, maar wat zwak in de beklimmingen. De Poggio, heel weinig dachten dat Dancelli kon winnen omdat hij toen al 60 km in de aanval had gereden. Maar Dancelli blijft goed trappen en komt alleen aan in Sanremo. De gekte breekt los, na 18 jaar kan er eindelijk nog eens een Italiaan winnen in deze o zo belangrijke klassieker voor de Italianen.
Antonio Giancane

Close È il 20 marzo 1970, si corre la Milano - Sanremo. Alla partenza Dancelli non
è di certo tra i favoriti. Sono tutti scettici quando il campione della
Molteni decide a sorpresa di scattare a 70 Km. dal traguardo: perciò gli
altri corridori sottovalutano la sua fuga. Anche Eddy Merckx commette lo
stesso errore. Ma il vantaggio accumulato dal giovane italiano aumenta
sempre più. Il gruppo aumentare il ritmo per riprendere il fuggiasco.
Dancelli però non cede e continua a scattare. Dancelli era piuttosto veloce
in pianura, ma debole in salita: arrivato al Poggio, in pochi erano
disposti a scommettere su una sua vittoria, anche perché Dancelli ha 60 Km
di fuga nelle gambe. Ma Dancelli continua la sua corsa e si presenta da solo
a Sanremo. La folla impazzisce: dopo 18 anni un italiano sfreccia per primo
sul traguardo della classica più importante d'Italia.
Antonio Giancane

Close Michele Dancelli capì subito che quella sarebbe stata una giornata speciale. Il sole tiepido e luminoso, che lo aveva accolto in una Milano ancora assonnata per la festa infrasettimanale di San Giuseppe, era già di per sé un buon segno. Così come lo era respirare l’aria meneghina, intrisa una volta tanto non del solito smog, ma degli aromi e delle essenze della primavera ormai alle porte. Quella mattina, poi, il ventottenne corridore di Castenedolo, un piccolo comune del bresciano, sentiva le gambe girare a meraviglia. Il riscaldamento pre-gara, fatto poco prima della partenza nel parco del Castello Sforzesco, gli aveva restituito sensazioni più che positive.
Fu così che quando Adriano Rodoni, presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale, abbassò la bandiera a scacchi, Dancelli volle subito mettersi alla prova. Non era ancora scomparso alla vista il profilo del Duomo che Michelino, atleta di punta della brianzola Molteni, si fece promotore della prima fuga. Durò solo sei chilometri, ma gli bastò per avere una conferma sul suo eccellente stato di forma.
La Milano-Sanremo del 1970 assunse immediatamente le caratteristiche di una gara nervosa, incerta, con attacchi ripetuti e veloci manovre di rientro da parte del gruppo. Favoriti d’obbligo il belga Eddy Merckx, vincitore dell’edizione precedente, e l’olandese Harm Ottenbros, detentore del titolo iridato. Buone speranze le nutrivano anche altri campioni, come i belgi Rik Van Looy, Roger De Vlaeminck, Eric Leman e Walter Godefroot, gli olandesi Jan Janssen e Gerben Karstens, i francesi Cyrille Guimard e Lucien Aimar, il tedesco Rudy Altig, lo spagnolo José López Rodríguez e i nostri Felice Gimondi, Franco Bitossi, Italo Zilioli e Gianni Motta. Gli italiani, in particolare, erano attesi una volta di più a una prova d’orgoglio: da ben diciassette anni, infatti, nessuno di loro aveva più vinto la Classicissima. L’ultimo a riuscirvi era stato l’ottimo Loretto Petrucci, gregario-rivale di Fausto Coppi, nel lontano 1953. Poi il buio totale.
La corsa, come detto, entrò subito nel vivo. Alle porte di Pavia si registrò la prima iniziativa di un certo rilievo: Lucillo Lievore, un buon gregario in forza alla Zonca, si rese protagonista di una fuga – per così dire – pubblicitaria. Venti chilometri, non di più, sufficienti però al corridore vicentino ad attraversare da solo il centro del capoluogo lombardo ed esibire con tutta calma, proprio nella città del suo sponsor, il marchio e la scritta stampati sulla maglia.
Si proseguì su questa falsariga, fatta di scaramucce di poco conto, ben oltre il ponte sul Po, giusto fino a quando la strada, abbandonata la pianura, cominciò a salire lungo i bastioni dell’Appennino. A Novi Ligure si registrò un’iniziativa importante, protagonista il trentaseienne Aldo Moser. La bagarre che ne seguì – e che scombinò il plotone – fu alla fine risolta da Michele Dancelli. Il corridore lombardo, ciclista di razza con diverse vittorie nel suo palmarès, un po’ snobbato dalla critica per il suo modo di correre, spesso all’attacco e incurante di calcoli e tattiche, uscì prepotentemente dal gruppo che non riusciva più a trovare un suo equilibrio già da qualche chilometro.
Un’azione improvvisa, alla quale si accodarono immediatamente altri diciassette ciclisti, tra cui Karstens, Bitossi, Van Looy, De Vlaeminck, Godefroot, Zilioli e lo stesso Moser. Il gruppetto, che comprendeva molti pretendenti alla vittoria – ma non gli attesissimi Merckx e Gimondi – e qualche outsider, prese rapidamente il largo, riuscendo a ottenere, in poco tempo, un buon margine di vantaggio.
Non si sa se per calcolo o per inerzia, fatto sta che con il passare del tempo quella fuga assunse poco a poco un’importanza decisiva, a dispetto dei quasi duecento chilometri che mancavano ancora a Sanremo. L’andatura dei battistrada, nonostante la salita, si fece ancora più serrata, tanto che a Rossiglione – subito dopo Ovada – il vantaggio sugli inseguitori era di quasi quattro minuti. In cima al Turchino passò per primo Bitossi, davanti a Dancelli e a un sempre più sorprendente Moser. Il gruppo, probabilmente non credendo che l’azione dei fuggiaschi potesse continuare ancora per molto, se la prese comoda e transitò sulla vetta quasi cinque minuti dopo i primi.
I dodici chilometri in discesa giù dal passo condussero i diciotto dal freddo invernale degli Appennini al tepore primaverile della Riviera. Nella picchiata verso Voltri, però, gli inseguitori si svegliarono dal torpore in cui sembravano piombati. Grazie soprattutto alla reazione degli uomini della Mann-Grundig, capitanata dal belga Herman Van Springel, ridussero infatti il ritardo di poco più di un minuto.
A poco meno di centoquaranta chilometri all’arrivo, il vantaggio dei battistrada era così sceso a tre minuti e mezzo ma, grazie a un forte vento di coda, nei sessanta chilometri successivi rimase costante. Poi, nei pressi di Loano, l’azione che risultò decisiva. Subito dopo un traguardo volante vinto da Carlo Chiappano, anch’egli della Molteni, Dancelli uscì dal gruppo come un razzo, facendo subito il vuoto dietro a sé. Mancavano ancora settanta chilometri alla città dei fiori, ma già ad Albenga Michelino aveva 1’10” sui suoi ex compagni di fuga, spiazzati da un attacco che a quasi tutti sembrò troppo precoce per essere risolutivo. Solo De Vlaeminck parve accorgersi della pericolosità dell’iniziativa e si buttò da solo all’inseguimento.
Inutilmente, però. Dancelli infatti filava come un treno e scavalcò facilmente Capo Mele e Capo Cervo, mentre De Vlaeminck, ostacolato anche dal vento, rinunciò alla sua azione. Il traguardo era sempre più vicino e Michelino e il suo staff cominciarono ad accarezzare l’idea di una vittoria. “Se te ghe la fet, te regali el stabiliment”, gli promise Pietro Molteni, il patron che seguiva la corsa dall’ammiraglia. In auto c’erano anche i direttori sportivi Giorgio Albani e Marino Fontana che, assieme al meccanico Ernesto Colnago, incitavano a gran voce il loro corridore, invitandolo a mangiare zucchero e a non esagerare con i rapporti.
Dietro, nel frattempo, si era scatenata una bagarre pazzesca, ma tardiva: a Dancelli infatti restava da superare solo il Poggio, una collina posta a pochi chilometri dall’arrivo, che poteva risultare decisiva – o fatale – per gli esiti della corsa. Un rilievo di scarsa importanza (appena 168 metri sul livello del mare), ma potenzialmente devastante per chi ha già quasi trecento chilometri sulle gambe.
Michele, da ottimo passista qual’era, superò anche quell’ostacolo e si tuffò a capofitto verso Sanremo, verso la gloria. Quando il bresciano, spingendo come un forsennato sui pedali, sbucò sul rettilineo di via Roma la folla ai lati della strada sembrava impazzita dalla gioia.
Fu allora che, a poche centinaia di metri dal traguardo, Dancelli, voltatosi per l’ennesima volta per convincersi che non c’erano inseguitori e che quello non era un sogno ma una splendida realtà, cominciò a piangere. E con lui piansero gli uomini dentro la sua ammiraglia, i tifosi presenti, i giornalisti e milioni di persone a casa incollate davanti alla televisione. Un volto sorridente e rigato dalle lacrime passò sotto lo striscione finale. Dopo diciassette anni un italiano aveva finalmente vinto di nuovo la Classicissima di primavera.
Karstens giunse secondo a 1’39”, davanti a Leman e a Zilioli. Merckx arrivò solo ottavo, a due minuti dal vincitore, dopo essere stato protagonista di un’incredibile rimonta. Ma per quel giorno i riflettori furono solo per lui, Michele Dancelli da Castenedolo, che dai microfoni della RAI si augurò che si smettesse finalmente di considerarlo solo un buon corridore e niente più. Lui si sentiva un campione, un campione vero, e quel giorno sperava di averlo dimostrato una volta per tutte.
Dopo quella vittoria furono in molti a cambiare idea.


Marco Della Croce


Marco Della Croce

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Results

All races
Show:
1963    1º in National Championship, Road, Amateurs, Italy (ITA) 
1963    3º in Giro di Lombardia (ITA) 
1964    1º in Col San Martino (ITA) 
1964    3º in GP Ceramisti (ITA) 
1964    1º in GP Industria & Commercio di Prato (ITA) 
1964    3º in Giro di Campania (ITA) 
1964    1º in Stage 2 Giro d'Italia, Brescia (ITA) 
1964    3º in Stage 11 Giro d'Italia, San Benedetto del Tronto (ITA) 
1964    2º in GP Molteni-Arcore (ITA) 
1964    1º in Corsa Coppi (ITA) 
1965    1º in Auch (FRA) 
1965    1º in Castellazzo Bormida (ITA) 
1965    3º in Cirié (ITA) 
1965    2º in Coppa Bernocchi (ITA) 
1965    1º in Giro del Veneto (ITA) 
1965    1º in Giro dell'Appennino (ITA) 
1965    1º in GP de Cannes (FRA) 
1965    1º in GP Industria & Commercio di Prato (ITA) 
1965    1º in GP Molteni-Arcore (ITA) 
1965    2º in Milano - Vignola (ITA) 
1965    1º in National Championship, Road, Elite, Italy (ITA) 
1965    3º in Pelletin (FRA) 
1965    2º in Tre Valli Varesine (ITA) 
1965    1º in Vignola (ITA) 
1965    3º in Stage 6 part b Paris - Nice, Marseille (FRA) 
1965    2º in Stage 7 Paris - Nice, Draguignan, (FRA) 
1965    1º in Giro di Campania (ITA) 
1965    3º in Stage 2 Tour de Romandie, Bassecourt (SUI) 
1965    1º in Stage 4 Tour de Romandie, Vallorbe (SUI) 
1965    1º in Stage 1 Giro d'Italia, Perugia (ITA) 
1965    2º in Stage 4 Giro d'Italia, Benevento (ITA) 
1965    1º in Stage 5 Giro d'Italia, Avelino (ITA) 
1965    3º in Stage 9 Giro d'Italia, Reggio Calabria (ITA) 
1965    3º in Stage 17 Giro d'Italia, Biandronno (ITA) 
1965    1º in GP Montelupo (ITA) 
1965    3º in Felletin (FRA) 
1965    1º in Coppa Placci, Imola (SMA) 
1965    1º in Giro dell'Emilia (ITA) 
1965    2º in Trofeo Baracchi (ITA) 
1966    1º in Chieti (ITA) 
1966    3º in Col San Martino (ITA) 
1966    3º in Coppa Bernocchi (ITA) 
1966    1º in Giro del Lazio (ITA) 
1966    1º in Giro del Veneto (ITA) 
1966    1º in Giro dell'Appennino (ITA) 
1966    1º in Giro della Provincia Di Reggio Calabria (ITA) 
1966    2º in GP Industria & Commercio di Prato (ITA) 
1966    1º in National Championship, Road, Elite, Italy (ITA) 
1966    2º in Genua - Nice (FRA) 
1966    2º in Stage 1 Paris - Nice, Auxerre (FRA) 
1966    1º in Stage 7 Paris - Nice, Ajaccio (FRA) 
1966    2º in Milano - Torino (ITA) 
1966    1º in Waalse Pijl, Marcinelle (BEL) 
1966    6º in Liège - Bastogne - Liège, Liège (BEL) 
1966    3º in Stage 6 Giro d'Italia, Terme-Roma (ITA) 
1966    2º in Stage 12 Giro d'Italia, Reggio Emilia (ITA) 
1966    1º in Stage 18 Giro d'Italia, Bolzano (ITA) 
1966    2º in Stage 1 Paris - Luxembourg, Troyes (FRA) 
1966    1º in General Classification Cronostaffetta, Ghisallo (ITA)  + Pietro Scandelli, Gianni Motta,
1966    3º in Stage 1 part c Cronostaffetta, Ghisallo (ITA) 
1966    2º in Corsa Coppi (ITA) 
1967    2º in Bergamo (b) (ITA) 
1967    1º in Carciano (ITA) 
1967    3º in Coppa Agostoni (ITA) 
1967    2º in Coppa Bernocchi (ITA) 
1967    1º in Coppa Sabatini, Peccioli (ITA) 
1967    1º in Giro dell'Appennino (ITA) 
1967    1º in Giro della Provincia Di Reggio Calabria (ITA) 
1967    2º in Giro di Toscana (ITA) 
1967    1º in GP Industria & Commercio di Prato (ITA) 
1967    1º in Larciano (ITA) 
1967    2º in Laveno Mombella (ITA) 
1967    2º in National Championship, Road, Elite, Italy (ITA) 
1967    2º in Saint-Raphael (FRA) 
1967    1º in Scorze (ITA) 
1967    3º in Trofeo Matteotti (ITA) 
1967    2º in Stage 2 Tirreno - Adriatico, Viterbo (ITA) 
1967    3º in Stage 5 Tirreno - Adriatico, San Benedetto (ITA) 
1967    2º in Coppa Placci, Imola (SMA) 
1967    1º in Stage 3 Giro d'Italia, Prato (ITA) 
1967    3º in Stage 5 Giro d'Italia, Napoli (ITA) 
1967    2º in Stage 6 Giro d'Italia, Palermo (ITA) 
1967    1º in Stage 15 Giro d'Italia, Mantova (ITA) 
1967    3º in Giro delle Tre Provincie - Camucia (ITA) 
1967    1º in Giro dell'Emilia (ITA) 
1967    1º in Corsa Coppi (ITA) 
1968    3º in Castiglione del Lago (ITA) 
1968    1º in Giro della Provincia Di Reggio Calabria (ITA) 
1968    3º in Giro della Romagna (ITA) 
1968    2º in Stage 6 Giro di Sardegna, Olbia (ITA) 
1968    2º in Stage 7 Giro di Sardegna, Sassari (ITA) 
1968    3º in National Championship, Road, Elite, Italy (ITA) 
1968    1º in Riccione (ITA) 
1968    1º in Scandiano (ITA) 
1968    2º in Tre Valli Varesine (ITA) 
1968    2º in Trofeo Matteotti (ITA) 
1968    1º in Trofeo Laigueglia (ITA) 
1968    3º in Milano - Torino (ITA) 
1968    2º in Stage 4 Tirreno - Adriatico, San Benedetto del Tronto (ITA) 
1968    1º in Stage 2 Tour de Romandie, Bulle (SUI) 
1968    3º in Prologue Giro d'Italia, Campione d'Italia (ITA) 
1968    3º in Stage 3 Giro d'Italia, Alba (ITA) 
1968    3º in Stage 8 Giro d'Italia, Brescia (ITA) 
1968    2º in Stage 9 Giro d'Italia, Lido di Caldonazo (ITA) 
1968    7º in General Classification Giro d'Italia, Napoli (ITA) 
1968    3º in Points classification Giro d'Italia, Napoli (ITA) 
1968    1º in Maggiora (ITA) 
1968    2º in Chignolo Po (ITA) 
1968    1º in Stage 1 Paris - Luxembourg, Maubeuge (FRA) 
1968    1º in General Classification Paris - Luxembourg (FRA)  + Marino Basso,
1968    3º in World Championship, Road, Profs, Imola 
1969    2º in Giro del Veneto (ITA) 
1969    1º in GP Cemab (ITA) 
1969    2º in Maggiora (ITA) 
1969    3º in Milano, Six Days (ITA) 
1969    2º in Romana Lombardo (ITA) 
1969    1º in San Venanzio di Galliera (ITA) 
1969    1º in Scandiano (ITA) 
1969    3º in Venegono (ITA) 
1969    2º in Eschborn-Frankfurt City Loop, Frankfurt (GER) 
1969    3º in Stage 2 Tour de Romandie, Fribourg (SUI) 
1969    1º in Stage 4 Tour de Romandie, Porrentruy (SUI) 
1969    1º in Stage 9 Giro d'Italia, Potenza (ITA) 
1969    6º in General Classification Giro d'Italia, Milano (ITA) 
1969    3º in Points classification Giro d'Italia, Milano (ITA) 
1969    77º in Prologue Tour de France, Roubaix (FRA) 
1969    11º in Stage 1 part a Tour de France, St.Pieters-Woluwe/Woluwe St.Pierre (FRA) 
1969    13º in Stage 2 Tour de France, Maastricht (FRA) 
1969    3º in Stage 3 Tour de France, Charleville-Mézières (FRA) 
1969    12º in Stage 4 Tour de France, Nancy (FRA) 
1969    43º in Stage 5 Tour de France, Mulhouse (FRA) 
1969    39º in Stage 6 Tour de France, Belfort/Ballon d'Alsace (FRA) 
1969    5º in Stage 7 Tour de France, Divonne-les-Bains (FRA) 
1969    1º in Stage 8 part b Tour de France, Thonon-les-Bains (FRA) 
1969    56º in Stage 8 part a Tour de France, Divonne-les-Bains (FRA) 
1969    33º in Stage 9 Tour de France, Chamonix (FRA) 
1969    19º in Stage 10 Tour de France, Briançon (FRA) 
1969    78º in Stage 11 Tour de France, Digne (FRA) 
1969    17º in Stage 12 Tour de France, Aubagne (FRA) 
1969    5º in Stage 13 Tour de France, La Grande Motte (FRA) 
1969    10º in Stage 14 Tour de France, Revel (FRA) 
1969    52º in Stage 15 Tour de France, Revel (FRA) 
1969    25º in Stage 16 Tour de France, Luchon (FRA) 
1969    2º in Stage 17 Tour de France, Mourenx (FRA) 
1969    14º in Stage 18 Tour de France, Bordeaux (FRA) 
1969    22º in Stage 19 Tour de France, Brive (FRA) 
1969    32º in Stage 20 Tour de France, Puy-de-Dôme (FRA) 
1969    19º in Stage 21 Tour de France, Montargis (FRA) 
1969    17º in Stage 22 part a Tour de France, Creteil (FRA) 
1969    20º in General Classification Tour de France, Paris (FRA) 
1969    49º in Stage 22 part b Tour de France, Paris (FRA) 
1969    3º in World Championship, Road, Profs, Zolder 
1969    1º in Chignolo Po (ITA) 
1969    1º in General Classification Cronostaffetta, Ghisallo (ITA)  + Davide Boifava, Edy Schütz,
1969    1º in Stage 1 part c Cronostaffetta, Ghisallo (ITA) 
1970    1º in Giro del Lazio (ITA) 
1970    3º in GP Castel San Giovanni (ITA) 
1970    2º in Maggiora (ITA) 
1970    1º in Monsummano (ITA)  + Franco Bitossi,
1970    1º in Montelupo (b) (ITA) 
1970    2º in San Piero a Sieve (ITA) 
1970    1º in Prologue Tour de Luxembourg, Luxembourg (LUX) 
1970    1º in Trofeo Laigueglia (ITA) 
1970    1º in Milano - San Remo, San Remo (ITA) 
1970    2º in Stage 3 Giro d'Italia, Aosta (ITA) 
1970    1º in Stage 11 Giro d'Italia, Francavilla (ITA) 
1970    1º in Stage 13 Giro d'Italia, Faenza (ITA) 
1970    1º in Stage 14 Giro d'Italia, Casciana Terme (ITA) 
1970    1º in Stage 18 Giro d'Italia, Marmolada (ITA) 
1970    2º in Stage 20 Giro d'Italia, Bolzano (ITA) 
1970    4º in General Classification Giro d'Italia, Bolzano (Bozen) (ITA) 
1970    2º in Points classification Giro d'Italia, Bolzano (Bozen) (ITA) 
1970    3º in Giro dell'Emilia (ITA) 
1971    1º in Capriata d'Orba (ITA) 
1971    2º in Ghedi (ITA) 
1971    1º in Stage 3 part b Giro di Sardegna, Capo Falcone (ITA) 
1971    2º in Offanengo (ITA) 
1971    1º in Pavullo (ITA) 
1971    1º in Saint-Raphael (FRA) 
1971    2º in Voghera (ITA) 
1971    2º in Stage 1 Tirreno - Adriatico, Fiuggi (ITA) 
1971    2º in Stage 2 Giro d'Italia, Potenza (ITA) 
1971    3º in Cittadella (ITA) 
1971    1º in Calvisano (ITA) 
1972    1º in Stage 3 Tour de Suisse, Gstaad (SUI) 
1972    1º in Stage 5 Tour de Suisse, Lugano (SUI) 
1972    2º in Stage 8 part a Tour de Suisse, Olten (SUI) 
1972    3º in General Classification Tour de Suisse (SUI) 
1972    2º in Castiglione del Lago (ITA) 
1972    1º in Galvardo (ITA) 
1972    3º in Giro dell'Appennino (ITA) 
1972    3º in National Championship, Road, Elite, Italy (ITA) 
1972    2º in Ronde d'Aix-en-Provence, Criterium (FRA) 
1972    3º in Tre Valli Varesine (ITA) 
1972    2º in Trofeo Matteotti (ITA) 
1972    1º in Vigolo Marchese (ITA) 
1972    2º in Stage 15 Giro d'Italia, Circuito Parabiajo (ITA) 
1972    2º in Stage 19 part a Giro d'Italia, Arco (ITA) 
1973    1º in Beausoleil (b) (FRA) 
1973    1º in Ghedi (ITA) 
1973    3º in Giro dell'Appennino (ITA) 
1973    2º in Giro della Romagna (ITA) 
1973    3º in General Classification Giro di Puglia (ITA) 
1973    3º in Stage 6 part b Giro di Sardegna, Sassari (ITA) 
1973    2º in Inzago (ITA) 
1973    1º in Modena (ITA) 
1973    3º in Vigolo Marchese (ITA) 
1973    2º in Giro di Sicilia (b) (ITA) 
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Stats

Victories in the database: 81
Classification – Road – General Classification: 3
Road – Criterium: 25
Road – Stage: 20
Road – Individual Time Trial: 1
Road – Climb Race: 1
Road – National Championship: 3
Road – Prologue: 1
Road - Race: 27

Victories by team/year:

1963: 1 victory
1964: 4 victories
1965: 16 victories
1966: 10 victories
1967: 11 victories
1968: 8 victories
1969: 9 victories
1970: 10 victories
1971: 5 victories
1972: 4 victories
1973: 3 victories
1974: 0 victories
1976: 0 victories

Fotoalbum Michele Dancelli

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1967 
Photo: Courtesy graziano nardini
1968 
Photo: Courtesy Jacques Burremans
1968 
Photo: Courtesy graziano nardini
1968 
Photo: Courtesy graziano nardini
1968 
Photo: Courtesy Michel Déjus
1968 
Photo: Courtesy graziano nardini
1969 
Photo: Courtesy graziano nardini
1969 
Photo: Courtesy graziano nardini
1969 
Photo: Courtesy graziano nardini
1969 
Photo: Courtesy graziano nardini
1970 
Photo: Courtesy Marcel Segessemann
1970 
Photo: Courtesy graziano nardini
1974 
Photo: Courtesy Michel Déjus
 
Photo: Courtesy Johnny Van Zundert
 
Photo: Courtesy Johnny Van Zundert
 
Photo: Courtesy Jacques Burremans
 
Photo: Courtesy Daniel Skrzypczak
 
Photo: Courtesy Jacques Burremans
 
Photo: Courtesy Jacques Burremans
 
Photo: Courtesy Jacques Burremans
 
Photo: Courtesy Jacques Burremans
 
Photo: Courtesy Jacques Burremans
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Emile Arbes
 
Photo: Courtesy Guy Dedieu
 
Photo: Courtesy Didier Graczyk
 
Photo: Courtesy graziano nardini
 
Photo: Courtesy graziano nardini
 
Photo: Courtesy graziano nardini
 
Photo: Courtesy graziano nardini




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